AR 2025/2026 Newsletter n. 07
- Cinquant’anni e cinquemila anni fa.
Durante una conviviale il Club ha dato avvio ai festeggiamenti dei 50 anni del Museo delle Statue Stele di Pontremoli.
In queste occasioni è quasi d’obbligo il luogo comune “Cinquant’anni e non li dimostra”.
Recente protagonista della trasmissione di RAI 1 Linea Verde il Museo delle Statue Stele Lunigianesi nel Castello del Piagnaro di Pontremoli ha celebrato l’importante traguardo regalandosi il record di sempre di 23.417 visitatori nel 2025, senza ombra di dubbio il museo più visitato della Toscana dopo gli Uffizi.
Nuovi allestimenti, mostre di prestigio, convegni con studiosi di fama internazionale, collaborazioni europee e uno sguardo già rivolto al futuro con nuovi progetti per il 2026.
Il nostro Club, da sempre vicino alla prestigiosa istituzione che ormai si fa fatica a definire locale, ha voluto sottolineare “comme il faut” l’ambizioso traguardo invitando a parlarne il nostro socio onorario Angelo Ghiretti, già direttore del Museo per lunghi anni, archeologo e protagonista di importanti ritrovamenti nel nostro territorio.
Nel corso di una partecipata conviviale e con il supporto di suggestive immagini, Ghiretti ha ripercorso la storia del MUSS, dall’intuizione di Augusto Carlo Ambrosi, primo studioso sistematico delle misteriose pietre che sempre più numerose sono affiorate in varie località della Lunigiana dai primi anni dello scorso secolo fino al recente ritrovamento della Testa del Monte Galletto, quasi sempre in modo casuale durante lavori agricoli o scavi stradali. E sembra che non sia ancora finita.
Quello che, infatti, rimane un mistero irrisolto, una tessera indispensabile nel mosaico della storia, è la parola definitiva sulla funzione di questi corpi di pietra risalenti a circa 5000 anni fa fino all’età del ferro scolpiti talvolta con simboli enigmatici e astratti che possono avere un significato religioso, astronomico o ritualistico. Guardiani a presidio dei valichi montani, dei corsi d’acqua, immagini degli antenati, donne e guerrieri? (quest’ultima l’ipotesi più accreditata allo stato).
In attesa e auspicando che in futuro si possa riunire l’intero corpus delle statue, attualmente suddiviso tra il Museo del Piagnaro (82 stele di varia provenienza in Lunigiana), il Museo Archeologico del Castello di San Giorgio a La Spezia (nove provenienti da Pontevecchio, le uniche rinvenute nel 1905 in allineamento Est-Ovest)) e alcuni siti comunali e privati, Angelo Ghiretti ha poi letto la lettera che Alma, figlia del prof. Augusto C. Ambrosi ha indirizzato, per l’occasione, al Club e che riportiamo integralmente onde non omettere e non togliere nulla al significato del gesto.
<< Buonasera a tutti,
come ho già detto ad Angelo Ghiretti purtroppo non posso essere qui con voi stasera ma ci tenevo particolarmente a mandare un breve saluto.
Prima di tutto devo dire che, con una certa emozione, mi rivolgo a voi rotariani perché anche questa prestigiosa organizzazione è stata parte per decenni della vita di mio padre. Lui apparteneva al club di Massa, (è stato anche presidente e Paul Harris fellow), ma anche il Rotary della Spezia ne ha voluto fare un suo socio onorario.
Il Dott. Ghiretti mi riporta con un grande piacere indietro nel tempo, in particolare agli anni ’60, quelli in cui nel piccolo territorio della Lunigiana,
vengono portate alla luce, in rapida sequenza, diverse statue stele. È un fenomeno dirompente per un territorio così piccolo; lui ne è profondamente colpito e sente la necessità di raccogliere in un testo scientifico quanto emerge, “il Corpus delle Statue Stele Lunigianesi” la prima di decine di opere su questo tema. Ma è un visionario, con il passare del tempo, cresce sempre più in lui la consapevolezza che bisogna coinvolgere di più gli abitanti della Lunigiana, e creare un percorso di stretta collaborazione fra organismi culturali e istituzioni che lavorino insieme per valorizzare un’area che, come dice lui, “non ha grandi risorse ma è ricca del suo passato”. Insomma, un approccio pragmatico che porti a valorizzare e promuovere i beni del territorio a favore della Lunigiana stessa. La valorizzazione è una parola quasi ancora sconosciuta per questi piccoli territori rurali fino agli anni 70-80.
Da lì nasce anche il museo delle Statue Stele di Pontremoli nel castello del Piagnaro, veramente un’innovazione da tutti i punti di vista. Per lui è importante informare e dare una formazione: organizza visite guidate, utilizza i media (di allora!) per far conoscere questo fenomeno così particolare e… indubbiamente ci riesce.
Il museo rappresenta l‘identità stessa di Pontremoli e più volte mi sono chiesta cosa sarebbe stato capace di creare nell’era della connessione totale!
La nuova veste, nella realizzazione di Giretti-Canali, è molto suggestiva, è pensata proprio per far rivivere la magia e il mistero di queste figure millenarie. La luce e il percorso armonioso creano un’atmosfera unica ed emozionante, che ho potuto provare nel giorno dell’inaugurazione!
Oggi so che i visitatori annui sono più che triplicati rispetto al passato. Grazie Angelo Ghiretti!
Sicuramente una scommessa vinta per le statue stele, la Lunigiana tutta e mio padre a cui il museo è dedicato! >>

